Dividere il cortile condominiale: le regole

Quali sono le regole da seguire per dividere il cortile condominiale qualora sia di comune proprietà di due condomini?

Cominciamo con il dire che è possibile dividere il cortile condominiale nel caso in cui tutti i condomini siano d’accordo e solo se la divisione non impedisce l’uso della cosa comune a ciascun condomino.
Prima di addentrarci effettivamente nella questione, occorre dare una definizione precisa di “cortile condominiale”.
Circa la definizione di cortile, la giurisprudenza intende per cortile non solo l’area scoperta compresa tra i corpi di fabbrica di uno o più edifici che serve a dare luce ed aria agli ambienti circostanti, ma anche tutti gli spazi liberi disposti esternamente alle facciate dell’edificio, come gli spazi verdi, le zone di rispetto, le intercapedini e i parcheggi.
La legge stabilisce che i cortili sono oggetto di proprietà comune dei condomini, qualora non risulti nessuna proprietà esclusiva. Nello specifico per la legge il cortile è un bene di proprietà condominiale a meno che:

  • non risulti una sua evidente e specifica destinazione a servizio esclusivo di una determinata proprietà individuale
  • non esista un’indicazione in senso contrario nel titolo, cioè negli atti di acquisto con i quali i proprietari hanno acquistato le loro proprietà esclusive (gli appartamenti) e, contemporaneamente, i diritti di proprietà comune sui beni condominiali.

Un cortile condominiale si può di certo dividere, ma ad alcune condizioni:

  • il consenso di tutti i condomini (mille millesimi, cioè)
  • la circostanza che, una volta effettuata la divisione, a nessuno dei condomini risulti più difficile utilizzare il cortile rispetto a prima della divisione.
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