Domicilio digitale: si prospetta la digitalizzazione del condominio?

Approvato lo scorso 11 dicembre dal Consiglio dei Ministri i Decreti Legislativi che attuano la Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dalla ministra Marianna Madia.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti volti a modificare e integrare il cosiddetto Codice dell’amministrazione digitale-CAD, ossia il corpus di disposizioni per la digitalizzazione della pubblica amministrazione emanato ormai più di dieci anni fa con il d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82.
Con il d.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68 era stato dettato un apposito regolamento che «stabilisce le caratteristiche e le modalità per l’erogazione e la fruizione di servizi di trasmissione di documenti informatici mediante posta elettronica certificata».
Questo con l’obiettivo di fornire alle amministrazioni pubbliche, ma anche a liberi professionisti, uno strumento sicuro di scambio di messaggi ufficiali e al cittadino un canale aggiuntivo di comunicazione con la Pubblica Amministrazione.
Ad oggi, quindi, i professionisti e le imprese dispongono già di un domicilio digitale: i nuovi provvedimenti mirano a introdurre il domicilio digitale anche per ogni cittadino, associazione o ente.
Il domicilio digitale è «un indirizzo elettronico, eletto in conformità a quanto previsto dal presente Codice, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale».
Sarà istituito, probabilmente già a partire dalla prossima primavera, un registro dei domicili digitali delle persone fisiche presso Infocamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane: nel momento in cui i singoli cittadini decideranno di iscriversi presso il registro, le Pubbliche Amministrazioni dovranno necessariamente far pervenire all’indirizzo di posta elettronica certificata ivi indicato tutte le comunicazioni.
Si prevede chiaramente che queste disposizioni siano destinate anche al condominio anche se molti amministratori sono fiscalmente inquadrati come imprese individuali e quindi hanno già l’obbligo di deposito dell’indirizzo PEC presso il Registro Imprese.
La PEC potrebbe invero divenire uno strumento utilizzabile anche per la gestione di un edificio condominiale, per esempio per la convocazione dell’assemblea, anche se allo stato attuale non può essere considerato come l’unico strumento comunicativo o informativo in ambito condominiale dato che non tutti i condomini hanno dimestichezza con i nuovi strumenti telematici.

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