Gestire un’assemblea di condominio non è facile, lo sanno bene i condomìni di edifici molto grandi, abitati da tante persone con caratteri e necessità diverse, che spesso e volentieri non riescono a mettersi d’accordo sulle decisioni più importanti. Vi sono però dei piccoli consigli che se seguiti alla lettera possono evitare situazioni indesiderate e garantire uno svolgersi ottimale delle riunioni.

  1. Affidarsi ad un amministratore professionista

Quando si necessita di portare ordine nelle assemblee e gestire dibattiti, è bene che sia presente un amministratore professionista del proprio campo, con competenze che vanno ben oltre la semplice adempienza delle questioni burocratiche ma che riguardano anche la capacità di mediare e far nascere accordi tra i partecipanti della riunione. Un qualsiasi amministratore di condominio a Roma o che esercita per conto di edifici molto popolati come gran parte delle grandi città italiane, sa bene infatti quando sia importante saper fare da filtro tra le persone. Roma inoltre, essendo una metropoli con un alto numero di abitanti, pullula anche di situazioni condominiali critiche, dove sono in atto pignoramenti, espropri e interventi legali che necessitano sicuramente di essere gestite da un team di esperti in campo non solo condominiale ma anche fiscale e legale. Quando si parla scelta di un amministratore quindi, è bene valutare la sua figura a 360°, stando attenti a:


  • Non lasciarsi abbindolare dal prezzo

  • Redigere una serie di domande da sottoporre agli aspiranti amministratori così da capire quale professionista è più in linea con le esigenze del condominio

  • Sincerarsi sulla reperibilità e disponibilità dell’amministratore candidato.

  1. Evitare schiamazzi nelle ore del silenzio

Gran parte delle discussioni in che nascono in occasione delle assemblee condominiali hanno origine da motivazioni apparentemente blande, come ad esempio i continui schiamazzi nelle ore del silenzio. La legge non prevede fasce orarie specifiche in cui non fare rumore ed il codice civile si limita a stabilire che i rumori non devono mai superare la normale tollerabilità. Rimane però il consiglio di agire sempre con buon senso, onde evitare di incorrere nel reato di disturbo della quiete “pubblica”, specialmente se si infastidisce gran parte del palazzo o del vicinato.

  1. Gestione corretta dei terrazzi e dei balconi

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Se gli schiamazzi rientrano nelle cause più frequenti circa la nascita di tensioni tra condomini, anche la caduta accidentale di corpi estranei dai balconi e dai terrazzi lo è. Ecco quindi la necessità di prestare attenzione quando si annaffiano le piante o si lava il pavimento con lo straccio poco strizzato. L’acqua, cadendo verso il basso, potrebbe macchiare la biancheria del condomino sottostante o colpire accidentalmente la testa di qualcuno. In caso di edifici esposti a raffiche di vento, come ad esempio quelli siti in vicino al mare, è altamente sconsigliato inoltre lasciare oggetti incustoditi sui balconi, stessa cosa per le tende parasole, che devono essere sempre ben chiuse o ancorate fortemente al telaio portante.

Quelli appena citati sembrano dei consigli scontati, già sentiti e poco originali, ma se seguiti meticolosamente permettono di evitare scontri indesiderati tra vicini di casa e altri abitanti del proprio palazzo.