Videosorveglianza condominio: normativa

Il nuovo regolamento condominiale, approvato da poco tempo, cita delle innovazioni rilevanti che riguardano, in ambito condominiale, le installazioni di sistemi di videosorveglianza, all’interno delle strutture abitative per poter tutelare la sicurezza delle persone e dei beni presenti nelle stesse.

È giusto precisare che tali lavori sono stati sempre presi in considerazione nelle varie assemblee condominiali ma, spesso non praticati.


Questo perché, seppur è una necessità richiesta, il voler installare un impianto di videosorveglianza presso la propria dimora non è vista, il più delle volte, come una procedura utile a difendere i condomini e quel che esiste nel condominio di questi, ma come un sistema complesso che causa molteplici perplessità tra gli impiantisti e gli amministratori.

Perché è complicato installare telecamere all’interno del condominio?

Spesso, quando si cerca di installare telecamere sia all’ingresso del portone che nelle aree condominiali come quelle parcheggio, tanti pensano di mettere in discussione la loro vita privata.

È giusto precisare, per chi non conosce le normative che riguardano la videosorveglianza condominiale, che le immagini registrate servono solo a proteggere tutto quel che è presente all’interno del condominio e non per essere diffuse e sistematicamente comunicate a terzi.

Difatti, le nuove regole approvate in merito agli impianti di videosorveglianza operano in modo da non violare le norme previste dal Codice della privacy.

Addirittura, se un solo condomino volesse da solo, perché gli altri non ancora decisi, installarsi delle telecamere deve farlo in modo da non incorrere al reato di interferenze illecite nella vita privata dei suoi vicini.

Deve installare, dunque, l’impianto oggetto d’argomento in modo tale che la sua telecamera venga posta di fronte al suo ingresso per riprendere limitatamente il suo spazio privato e non quel che riguarda gli altri condomini.

In ugual modo deve procedere in merito al suo posto macchina nel quale si può far installare un impianto di videosorveglianza che non registri tutto quel che avviene nell’intero garage interno o esterno.

Perché bisogna usare le accortezze scritte?

È giusto usare le accortezze scritte perché, all’interno del condominio, tutti devono sempre saper convivere senza nuocere nessuno, rispettando ogni normativa prevista dal regolamento condominiale, come quella che riguarda il tema videosorveglianza condominio.

Per non trasgredire l’ultima regolamentazione menzionata ogni condomino deve saper dosare il diritto alla riservatezza di ciascuno, garantito dal Codice della privacy e la trasparenza della gestione dei beni comuni a tutti.

Cosa prevede la normativa sulla videosorveglianza in condominio?

Grazie la riforma del condominio (legge 220/2012), che si preoccupa per la prima volta della videosorveglianza, si è introdotto un nuovo articolo, vale a dire 1122-ter del Codice Civile.

Questo stabilisce che l’assemblea condominiale, una volta ottenuta la maggioranza degli interventi che costituiscono almeno la metà dei millesimi, può ordinare l’installazione di videocamere sulle parti comuni del condominio.

Obblighi dover rispettare

Quando si sviluppa un impianto di videosorveglianza condominiale tutte le persone che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informate tramite cartelli che evidenziano l’esistenza delle telecamere, come pure bisogna apporre un avviso scritto specifico, nel caso in cui l’installazione prevede il collegamento con le forze dell’ordine.

Inoltre, un sistema di videosorveglianza di un condominio non deve invadere spazi altrui, come di altri edifici o strade che non riguardano la struttura che si sta controllando, ma effettuare registrazioni proprie da poter conservare per un tempo non superiore alle 48 ore, tranne in alcuni casi richiesti, ad esempio, dalla polizia per delle indagini di natura giudiziaria.

In più occorre proteggere le notizie raccolte con misure di sicurezza preventive e idonee e può accedervi solo il titolare o chi è autorizzato, oppure il responsabile del trattamento dati, come potrebbe essere l’amministratore del condominio controllato.

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